Il progetto, denominato Bots2Rec, mira a sviluppare un sistema robotico multi-unità, composto da una piattaforma mobile e un braccio robotico equipaggiato con strumenti abrasivi e di aspirazione, e da un sistema centrale di aspirazione e alimentazione elettrica che sarà controllato dall'esterno dell'area contaminata per monitorare i lavori di rimozione dell'amianto.
I robot Bots2Rec saranno equipaggiati con radar avanzati in grado di navigare in ambienti con un'elevata concentrazione di particelle e con sensori ottici capaci di generare un'immagine 3D dettagliata dell'edificio in cui operano. Questa tecnologia "consente di controllare la macchina da remoto e di svolgere parte del processo in autonomia, evitando così l'esposizione umana al materiale", spiega Pepa Sedó, responsabile dell'unità Robotica di Eurecat.
A questo proposito, spiega, "il centro tecnologico contribuisce al progetto con la sua esperienza nei sistemi di controllo di processo, consentendo l'integrazione della macchina con il software di controllo".
Bots2Rec prevede di sviluppare due prototipi, il primo dei quali è già stato integrato e testato inizialmente presso gli stabilimenti di Eurecat a Cerdanyola. L'obiettivo del primo prototipo è "condurre un'intensa campagna di test per acquisire le conoscenze necessarie sulla rimozione dell'amianto tramite robot", afferma Sedó. Il secondo prototipo sarà disponibile a settembre e potrebbe arrivare sul mercato tra tre anni.
Secondo Sedó, gli attuali processi di smantellamento "devono essere eseguiti manualmente da operatori esperti e sono regolati da un protocollo di sicurezza molto rigido", il che "rallenta il processo e lo rende più costoso". Per ovviare a questi inconvenienti, le soluzioni robotiche di Bots2Rec "snelliranno l'intero processo, riducendo le ore di lavoro necessarie fino al 50%", e "il costo totale della decontaminazione dall'amianto sarà inferiore dal 30 al 60%", secondo Daniel Martín, responsabile del progetto presso l'Unità di Robotica di Eurecat.
Il progetto coinvolge sette partner europei nel campo della ricerca avanzata e ha ricevuto finanziamenti dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Horizon 2020.

