Questo è quanto emerge dall'ultimo rapporto di DMASS Europe eV, un'organizzazione europea senza scopo di lucro che rappresenta l'88% delle componenti europee del DTAM.
Sia l'Europa settentrionale che quella centrale hanno superato la soglia del 30%, con l'Irlanda (+55,4%) in testa come mercato a più rapida crescita, mentre la Germania, la maggiore economia della regione, ha registrato un incoraggiante +36,3%. L'eccezionale impennata di Israele (+83,8%) riflette la forte domanda nei settori aerospaziale, della difesa e delle applicazioni di intelligenza artificiale e cloud, particolarmente dinamici all'interno dell'ecosistema israeliano. Anche i paesi nordici (+35,9%), l'Austria (+37,5%) e i paesi del Benelux (+30,2%) hanno registrato solidi aumenti a doppia cifra.
Per quanto riguarda i prodotti, la ripresa del secondo trimestre riflette una più ampia ripresa industriale nell'intero comparto manifatturiero europeo. La domanda proveniente dai settori dell'automazione, dell'energia e delle infrastrutture è rimasta il principale motore della crescita, sostenuta da rinnovati investimenti nella modernizzazione digitale e industriale. Il segmento delle memorie (+189,0%) si è distinto con una crescita straordinaria, trainata anche dai prezzi, a causa sia delle limitazioni dell'offerta globale che dell'attività speculativa. Altri settori hanno iniziato a mostrare i primi segnali di contrazione e inflazione dei costi, suggerendo che l'attuale fase di espansione potrebbe presto trovarsi ad affrontare pressioni sulla capacità produttiva e sui prezzi derivanti dalle limitazioni dell'offerta globale e dall'attività speculativa.
Tutti i componenti consolidati per regione (Q2):

Semiconduttori (Q2):
Le spedizioni europee di semiconduttori sono balzate a 3,2 miliardi di euro (+40,2%) nel secondo trimestre, trainate da una combinazione di effetti sui prezzi, una ripresa degli investimenti industriali e una forte domanda proveniente dai settori aerospaziale, della difesa e delle applicazioni di intelligenza artificiale e cloud. I mercati più dinamici sono stati Israele (+105,7%) e Irlanda (+84,4%), a testimonianza della rapida espansione di Israele nei settori aerospaziale e della difesa, nonché in quello dell'alta tecnologia e dei data center. Anche la regione DA-CH ha registrato una buona performance, con Germania (+45,1%), Svizzera (+44,7%) e Austria (+51,8%), mentre alcune aree dell'Europa meridionale, tra cui Italia (+22,5%) e penisola iberica (+22,6%), sono rimaste più deboli.
![]()
In termini di prodotti, le memorie (+189,0%) hanno guidato la crescita, trainate dalle strozzature di capacità a livello globale e dagli aumenti di prezzo che si stanno verificando lungo tutta la catena di distribuzione europea. I dispositivi discreti (+26,5%), i sensori e gli attuatori (+15,0%), i componenti analogici (+28,8%) e i componenti di potenza (+13,4%) hanno continuato a espandersi costantemente, mentre l'optoelettronica (+1,6%) e la logica standard (+8,2%) sono rimaste sotto pressione a causa della riduzione delle scorte e del rallentamento nell'introduzione di nuovi progetti.
![]()
Nel complesso, il mercato mostra un andamento positivo, seppur disomogeneo. Le prospettive restano incoraggianti, sostenute dall'automazione e dagli investimenti pubblici nell'indipendenza tecnologica europea, ma mitigate dall'incertezza geopolitica, dalla volatilità dei prezzi dell'energia e dalle variazioni dei flussi commerciali.
Componenti di interconnessione, passivi ed elettromeccanici (Q2):
le spedizioni europee di IP&E hanno raggiunto 1,8 miliardi di euro (+19,3%) nel secondo trimestre, riflettendo una ripresa più uniforme in tutta Europa.
La crescita più forte è stata registrata da Israele (+41,9%), Turchia (+27,1%), altri paesi (+25,6%) ed Europa orientale (+25,5%), mentre il mercato principale, la Germania (+21,0%), ha registrato una solida crescita. Contrariamente all'andamento dei semiconduttori, l'Irlanda (+11,6%) è rimasta indietro.

In termini di prodotti, il settore dei componenti passivi e attivi offre una misura più chiara della reale domanda industriale in Europa, in quanto rimane meno influenzato dalla speculazione globale sui prezzi e dalla volatilità legata all'intelligenza artificiale. La crescita dei componenti passivi (644,5 milioni di euro, +20,2%) e dei componenti elettromeccanici (1 miliardo di euro, +18,8%) riflette una costante espansione trainata dalle applicazioni piuttosto che da effetti inflazionistici. L'unica eccezione degna di nota è rappresentata dai condensatori al tantalio (+35,6%), dove le carenze indotte dall'intelligenza artificiale hanno iniziato a incidere su prezzi e disponibilità.

Nel complesso, IP&E conferma la solidità industriale dell'Europa: una ripresa costante, trainata dalla domanda e determinata dalle reali esigenze applicative.
Il presidente Hermann Reiter ha concluso:
“Il secondo trimestre ha ulteriormente rafforzato lo slancio positivo instauratosi nel primo trimestre, con quasi tutte le regioni che hanno registrato aumenti sostanziali nei principali gruppi di prodotti.
Allo stesso tempo, dobbiamo considerare il contesto geopolitico: Orgalim avverte esplicitamente che l'aumento delle tensioni, in particolare il conflitto con l'Iran e il suo potenziale impatto sulle infrastrutture energetiche europee, rappresenta un serio rischio di perturbazione esterna.
Il compito ora è quello di tradurre questo slancio in progressi sostenuti, maggiore resilienza e una posizione strategica più solida, riducendo al contempo la fragilità della catena di approvvigionamento, gestendo la volatilità del mercato energetico e plasmando un panorama dell'elettronica competitivo e a prova di futuro.”
