Braccialetto USB1I risultati di questo test confermano che la creazione di questo braccialetto rappresenta un progresso qualitativo nell'assistenza medica agli anziani, alle persone con disabilità o problemi psichiatrici, poiché contiene la storia clinica e i dati personali di questi pazienti.

Il sistema 'SafeClinic' ci permette di comprendere le condizioni di salute dei pazienti, che spesso presentano diagnosi complesse. Fornisce accesso alla loro anamnesi, ai farmaci che assumono e persino al loro indirizzo, nel caso in cui si tratti di pazienti ambulatoriali che si sono smarriti per strada.

Il progetto pilota è stato condotto presso la casa di riposo El Mirador a Mataró (Barcellona) e ha coinvolto un team interdisciplinare di fisioterapisti, psicologi, assistenti sociali, infermieri e altri professionisti. Sono stati inoltre raccolti i feedback degli stessi residenti, che hanno riferito di sentirsi più sicuri grazie al braccialetto. L'ideatore del progetto, Imad El Bouchaibi, ha dichiarato che "il feedback del personale e dei residenti è stato molto positivo e ha portato ad alcuni piccoli miglioramenti tecnici del prodotto".

Questo progetto è stato ideato e promosso dallo stesso El Bouchaibi, professore presso la Facoltà di Scienze Infermieristiche dell'Università Gimbernat, e sviluppato dal team IT della Facoltà di Informatica Tomàs Cerdà. Tuttavia, la sperimentazione rientrava in un accordo di collaborazione tra la Facoltà di Scienze Infermieristiche dell'Università Gimbernat e la Facoltà di Informatica Tomàs Cerdà, entrambe affiliate all'UAB (Università Autonoma di Barcellona), e la Fondazione Privata Vellaterra, specializzata nell'assistenza agli anziani e alle persone non autosufficienti.

Ulteriori informazioni