Grazie a ciò, tra gli altri vantaggi, si ottengono un miglioramento dell'efficienza energetica, una riduzione dell'usura meccanica e un migliore adattamento del processo produttivo alle variabili richieste di carico.
Oltre a ottimizzare il consumo energetico, i convertitori di frequenza integrano in genere numerose funzioni di protezione (come protezione da sovracorrente, sovratensione, sovraccarico e cortocircuito) e capacità diagnostiche che aumentano l'affidabilità delle apparecchiature. Per questi motivi, sono onnipresenti nell'industria moderna: dalle pompe e ventilatori ai macchinari di processo e alle linee di produzione automatizzate. La loro corretta progettazione e la sicura integrazione con i sistemi di controllo sono fondamentali per garantire sia le prestazioni che la sicurezza operativa.
Che cos'è un variatore di frequenza (VFD) e come funziona?
I VFD funzionano secondo il principio che la velocità sincrona di un motore a corrente alternata (CA) è determinata dalla frequenza della corrente alternata fornita e dal numero di poli dello statore. Un VFD (Figura 1) integra diverse fasi: raddrizzamento, filtraggio e uno stadio inverter che genera corrente alternata a frequenza variabile. In parole semplici, la corrente alternata di rete viene convertita in corrente continua (CC) da un raddrizzatore; questa CC viene quindi condizionata da filtri e condensatori e, infine, un inverter genera un segnale CA con frequenza e ampiezza controllate. Regolando la frequenza e la tensione di uscita, si controllano la velocità e la coppia del motore CA. I VFD incorporano anche sistemi di controllo digitali (microcontrollori, FPGA, ecc.), sensori e collegamenti di comunicazione (CAN, SPI, I²C, ecc.) che gestiscono la logica di controllo degli interruttori di potenza dell'inverter, i dispositivi di protezione e la comunicazione esterna.

Figura 1: Schema generale del circuito di potenza di un convertitore di frequenza.
È opportuno notare che, sebbene nel contesto di un convertitore di frequenza ci si riferisca allo stadio inverter come alla parte che converte la corrente continua (CC) in corrente alternata (CA) all'interno del dispositivo, esistono inverter progettati come unità autonome ampiamente utilizzati al di fuori del campo del controllo dei motori. Esempi comuni includono gli inverter di rete negli impianti fotovoltaici, gli inverter nei sistemi di accumulo a batteria e nei sistemi UPS, i convertitori utilizzati nelle microreti e nella generazione distribuita e gli inverter di potenza nella trazione elettrica. Questi inverter condividono principi di commutazione e problematiche di isolamento simili a quelli dello stadio inverter del convertitore di frequenza.
Perché è necessario l'isolamento elettrico in un convertitore di frequenza o in un inverter?
Durante il funzionamento dell'inverter, gli interruttori di potenza (IGBT) eseguono commutazioni ad altissima velocità, generando armoniche ad alta frequenza, accoppiamento di modo comune e altri fenomeni di interferenza indesiderati. Questi fenomeni causano una serie di problemi, tra cui malfunzionamenti nell'elettronica di controllo, distorsione del segnale, interruzioni della comunicazione e imprecisioni negli strumenti di misura. Inoltre, le sezioni di potenza gestiscono tensioni che possono raggiungere centinaia o migliaia di volt, rendendo fondamentale impedire che questa alta tensione raggiunga il circuito di controllo a bassa tensione e metta in pericolo componenti e personale.
L'isolamento galvanico tra la sezione di potenza e quella di controllo è essenziale: protegge il personale e i componenti elettronici da tensioni pericolose, interrompe i loop di massa che inducono rumore a causa delle differenze di potenziale tra le terre e migliora l'immunità ai transitori (CMTI), garantendo la fedeltà dei segnali di controllo e di campionamento.
Attualmente, implementare un isolamento adeguato non è solo una scelta estetica, ma una pratica progettuale fondamentale per realizzare sistemi robusti, affidabili e sicuri. In quanto dispositivo chiave in grado di garantire una trasmissione stabile del segnale in condizioni di isolamento elettrico, l'isolatore digitale è diventato un componente centrale del mercato.
Isolatore digitale: come proteggere il funzionamento sicuro dell'inverter?
Con il continuo sviluppo dell'industria moderna verso l'alta precisione e l'efficienza energetica, l'isolatore digitale è diventato un elemento chiave di collegamento tra il controllo delicato e la potenza elevata dell'inverter.

Figura 2: Schema elettrico di un tipico circuito di isolamento elettrico di un inverter.
Come illustrato nella Figura 2, nello schema di isolamento elettrico proposto da HOPERF per gli inverter, i driver di gate isolati della serie CMT860xx e altri driver isolati HOPERF possono essere utilizzati tra il microcontrollore master del sistema e gli interruttori di potenza IGBT. Questi driver impediscono efficacemente che le alte tensioni raggiungano il lato di controllo e danneggino i componenti sensibili. Inoltre, amplificano i segnali PWM (modulazione di larghezza di impulso) per fornire la corrente di conduzione necessaria e soddisfare i requisiti di commutazione ad alta frequenza dei semiconduttori a banda larga. Infine, integrano meccanismi di protezione dai guasti per garantire un funzionamento efficiente e affidabile dell'inverter.
Circuiti di campionamento isolati, come i convertitori analogico-digitali (ADC) della serie CMT130x, possono essere utilizzati tra il microcontrollore e il bus ad alta tensione. Ciò impedisce che l'alta tensione del bus raggiunga il circuito di controllo e sopprime efficacemente il rumore, campionando simultaneamente i segnali analogici (ad esempio, tensione e corrente del bus), fornendo dati di campionamento digitali ad alta precisione al microcontrollore e migliorando significativamente l'affidabilità del sistema.
Gli isolatori digitali standard delle serie CMT812x e CMT804x possono essere inseriti tra il microcontrollore master e i bus seriali (RS-485, SPI, I²C, ecc.), eliminando i loop di massa e impedendo l'accoppiamento del rumore al collegamento di comunicazione tramite massa o linee di segnale, garantendo così una comunicazione dati stabile. Un'altra valida opzione per la comunicazione è l'utilizzo dei transceiver isolati di HOPERF: CMT810x, CMT8308x, CMT10xx, ecc.
Con l'automazione industriale e la transizione verso una produzione più efficiente e sostenibile, l'isolatore digitale si sta affermando come componente essenziale per garantire che l'elettronica di potenza funzioni in modo sicuro, stabile e con un basso consumo energetico. Le tendenze di sviluppo indicano una crescente integrazione, un minore consumo energetico e prestazioni superiori.
